Imu: la stangata che farà rimpiangere l’Ici

venerdì, 25 maggio 2012


Imprese penalizzate per l’aggravio di costi su capannoni, uffici e punti vendita. Le più ‘arrabiate’? A Milano, dove l’Imu si aggiunge alla congestion charge e alla tassa di soggiorno prossima ventura.

“In via sperimentale”. Sembra quasi un mantra, ripetuto all’infinito ogni volta che il legislatore mette in campo una norma che, per più di qualcuno, finirà per peggiorare la situazione.

È il caso dell’imposta municipale propria, la famigerata Imu introdotta dal 2012. E ancora una volta la sperimentazione, che tanto per cominciare prevede il versamento in acconto entro il 18 giugno, non promette niente di buono. Anzi.

Conti alla mano, alle imprese la nuova tassa costerà parecchio più dell’Ici, la tanto odiata – fino a ieri, ma oggi quasi rimpianta – imposta comunale sugli immobili. Per capannoni produttivi, uffici e punti vendita, infatti, aliquote e moltiplicatori diventano ben più alti.

Il calcolo è fin troppo facile: le imprese che pagheranno la rata Imu di metà giugno sconteranno una maggiore imposta a causa dell’innalzamento dell’aliquota base (7,6 per mille contro il 6,4 per mille mediamente applicato ai fini Ici) e di una base imponibile più elevata, visto l’incremento dei moltiplicatori delle rendite catastali (da 34 a 55 per i negozi, da 50 a 80 per uffici e studi privati, da 100 a 160 per i laboratori artigianali e da 50 a 60 per capannoni industriali e alberghi).

Se non bastasse questo per stare poco allegri, un quadro normativo decisamente magmatico non migliora certo la situazione: non è ancora chiaro chi dovrà presentare la dichiarazione (tra l’altro, il modello non è stato ancora approvato) ed è altamente probabile che nei prossimi mesi le aliquote subiranno modifiche verso l’alto, visto che le potranno ritoccare sia i Comuni, entro il 30 settembre, sia il Governo, entro il 10 dicembre.

Senza bisogno della sfera di cristallo, quindi, è evidente che nel futuro delle imprese si prospettano calcoli farraginosi per il saldo da versare a dicembre, e il rischio concreto che l’impatto già negativo collegato ai nuovi moltiplicatori e all’aliquota base possa addirittura peggiorare, e non di poco.

Anche perché, date le esigenze delle Amministrazioni locali, è davvero poco probabile che i Comuni sfruttino la possibilità – che pure avrebbero – di ridurre l’aliquota base sugli immobili strumentali delle imprese.

Le aziende più ‘arrabiate’? Quelle di Milano, dove l’Imu arriva dopo l’Area C e poco prima della già prevista tassa di soggiorno: in poco tempo, tre novità che penalizzano economicamente le imprese e finsicono per pesare sull’attrattività del territorio.

Condividi l'articolo
  • Facebook
  • Twitter

Fare impresa - ultime notizie pubblicate:
Emissioni industriali: recepita la Direttiva europea del 2010
Startup, benvenute in Assolombarda!
Medie imprese, internazionalizzazione, ricerca: i campioni del Made in Italy
Chi più innova più vince
Vietnam: in alto a destra nella matrice dell'attrattività
HOME PAGE | Fare impresaTorna su