Cina: crescita più contenuta e sviluppo sostenibile

mercoledì, 28 marzo 2012


Come cambiano lo scenario e il mercato secondo il rapporto previsionale annuale della Fondazione Italia Cina.

La Cina nel 2012
Mitigare gli effetti di una crescita economica rapida e favorirne l’ulteriore sviluppo attraverso l’impiego di alta tecnologia, in un quadro di sostenibilità ambientale: sembra essere questo il nuovo orizzonte dell’economia cinese, dove la domanda estera diventa un fattore sempre meno strategico mentre diventano prioritari il fattore interno e gli investimenti.

Di questa prospettiva e, più in generale, dell’andamento dell’economia cinese si è discusso ieri in Assolombarda in occasione della presentazione del rapporto previsionale annuale della Fondazione Italia Cina “La Cina nel 2012: scenari e prospettive per le imprese”, curato dal  CeSIF, il Centro Studi per l’Impresa della Fondazione, che raccoglie ricerche, analisi di rischio e previsioni nel breve-medio periodo.

Scenari: più consumi e più sostenibilità
Le previsioni del rapporto rispetto ai nuovi obiettivi della Cina per il 2012 sono in sintonia con le parole del premier Wen Jiabao che, nel suo recente discorso all’Assemblea Nazionale del Popolo, ha prospettato una crescita inferiore all’8: non accadeva dal 2004 che la potenza asiatica fissasse il proprio tasso di crescita annuale al di sotto di questa soglia.

Nonostante il rallentamento, però, la Cina continua a rappresentare una grande opportunità, soprattutto considerando che il boom dei consumi nelle città di seconda e terza fascia modificherà le dinamiche competitive globali di molti settori.

Sistema sanitario, ristorazione, tecnologie pulite (acqua, rifiuti solidi, energie rinnovabili, etc.) e infrastrutture per la mobilità sono i comparti che mostreranno i tassi di crescita più elevati, così come tutti i settori industriali ad alto valore aggiunto, Specie se si considera la volontà del governo cinese di sostenere lo sviluppo in questa direzione.

Che cosa cambia per gli investitori esteri

È chiaro, tuttavia, che insieme alle opportunità aumenteranno anche le sfide per le imprese straniere, che dovranno affrontare una concorrenza crescente da parte delle aziende cinesi e un aumento dei costi dei fattori produttivi. Le risorse umane, poi, diventeranno una delle criticità più rilevanti: operatori internazionali e cinesi competeranno per aggiudicarsi i migliori talenti.

Il contesto, quindi, sembra destinato a farsi estremamente fluido: per poter cogliere le opportunità che offre il mercato cinese, le imprese dovranno sapersi adattare rapidamente ai nuovi cambiamenti. Il che significa presidio costante del mercato, accesso alle informazioni, disponibilità di un management preparato e capacità di mantenere delle punte di eccellenza dal punto di vista operativo.

Anche in italiano il Nuovo Catalogo Investimenti
L’incontro del 27 marzo è stato anche l’occasione per presentare il Nuovo Catalogo per gli Investimenti esteri, uno dei principali documenti di attuazione del Piano quinquennale dal governo cinese nel marzo 2011.

Il catalogo, vero e proprio vademecum per le aziende interessate a investire in Cina, è stato tradotto per la prima volta in italiano, grazie alla collaborazione dello studio legale NCTM, proprio per consentire alle nostre aziende di cogliere meglio le opportunità offerte dal mercato cinese.

Approfondimenti

- Fondazione Italia Cina
- Rapporto “La Cina nel 2012: scenari e prospettive per le imprese” – Highlights
- Cina – Tabella Rischio Paese

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