Scelte energetiche con lo sguardo corto

martedì, 22 maggio 2012


Perché all’Italia serve una strategia energetica nazionale? Un convegno organizzato da Assolombarda e Fondazione EnergyLab mette sul tavolo le risposte.

Il gusto amaro della provocazione
“Strategia Energetica Nazionale: il Paese ne ha veramente bisogno?” Ha il sapore un po’ acre della provocazione il titolo del convegno proposto ieri dalla Fondazione EnergyLab e Assolombarda. Perché all’Italia una strategia energetica, decisamente, serve.

Oggi più che mai, infatti, pesa l’assenza di uno strumento di riferimento in grado di orientare le scelte nel settore energetico. E pesa tanto per gli effetti della disorganicità delle decisioni prese negli ultimi anni, quanto per le problematiche che il Paese, in tempi ormai strettissimi, è chiamato ad affrontare.

Lo strano caso del prezzo dell’energia

Un esempio per tutti, il prezzo dell’energia. Che aumenta anche perché gli incentivi generosi previsti dalla politica di promozione delle fonti rinnovabili riversano i loro costi sulla bolletta dei consumatori.

Altra incongruenza, le più grandi centrali di produzione non programmabile si trovano nelle regioni del Sud, mentre al Nord si registrano i consumi di energia più significativi. E mancano le infrastrutture che portino l’energia da una parte all’altra.

E anche il fatto che le centrali a ciclo combinato vengano utilizzate principalmente modulando la produzione di energia in funzione dell’attività degli impianti alimentati a fonti rinnovabili non è esattamente sinonimo di buona gestione.

Perché c’è bisogno del Piano
Per ‘rimettere ordine’ nel sistema energetico e per evitare che si facciano ancora scelte poco attente, è difficile pensare di poter prescindere ancora da un documento di strategia energetica nazionale: il tema, appunto, che EnergyLab e Assolombarda hanno posto al centro dei lavori del 21 maggio.

A discuterne, dopo gli interventi introduttivi di Guido Bortoni, presidente dell’Autorità per l’Energia elettrica e il gas, e Carlo Corazza, componente della Commissione Industria e Imprenditoria UE, sono stati i rappresentanti delle istituzioni, delle utilities, della politica, delle associazioni e dei consumatori. Con un approccio decisamente ‘laico’ e pragmatico.

I ‘paletti’ per fare presto e bene
Gli spunti, per chi dovrà stendere il Piano, non sono certo mancati, anche sulla scorta delle ‘raccomandazioni’ individuate da uno studio realizzato dalla Fondazione EnergyLab e illustrato dai rappresentanti delle università milanesi. Così come non sono mancate indicazioni chiare da parte di Assolombarda, avanzate dal direttore generale Antonio Colombo nel suo saluto introduttivo, anticipando le indicazioni del position paper realizzato dal Comitato Tecnico Energia dell’Associazione che vedrà la luce tra qualche giorno.

Non a caso, sono numerosi i punti di convergenza tra i due documenti nell’individuazione delle priorità per avviare la stesura di una strategia seria e praticabile: assicurare chiarezza negli obiettivi di scenario anche temporali, valorizzare il mix energetico, indicare le modalità che garantiscono la sicurezza degli approvvigionamenti energetici, coinvolgere l’industria energetica nazionale come vera leva competitiva per il Paese, indirizzare gli investimenti in infrastrutture con incentivi ragionati e stabili, portare a compimento un modello di governance pubblica efficace.

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- L’Italia verso L’Italia verso la redazione di una Strategia Energetica Nazionale – (a cura della Fondazione EnergyLab)

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