Colombia, stella emergente dell’economia

venerdì, 16 marzo 2012


Con un PIL e una domanda interna che crescono a ritmi significativi, e la sostenibilità al centro dei programmi di sviluppo, il paese più nordoccidentale del Sud America ha le carte in regola per diventare un partner di punta delle imprese Italiane.

Scusi, parla latinoamericano?
Il futuro è sempre più dell’America Latina, il subcontinente pronto a offrire al mondo ciò di cui ha bisogno per uno sviluppo sostenibile: alimenti, acqua, biodiversità, risorse naturali, mano d’opera giovane e preparata, uno sviluppo economico e sociale sostenuto. E la Colombia potrà essere uno dei paesi protagonisti di questo sviluppo.

È emerso dall’incontro che Assolombarda ha organizzato ieri in collaborazione con l’Ambasciata della Colombia in Italia e Rete Italia America Latina (Rial) in occasione della visita del ministro del Commercio, dell’Industria e del Turismo della Colombia, Sergio Diaz-Granados.

Una reputazione che offusca la realtà
La Colombia, infatti, sta conoscendo un periodo di crescita intensa e di sviluppo economico sostenuto. Il fatto è che se ne parla poco e pochi conoscono le sue effettive potenzialità rispetto ai piani di espansione all’estero delle imprese italiane.

Altro problema, il paese non riesce ancora a liberarsi dell’immagine che negli anni ’80 e ’90 lo vedeva come patria del narcotraffico e della guerriglia: la percezione generalizzata, all’estero, è quella di un paese ancora pericoloso, quando in realtà la politica di ‘sicurezza democratica’ in atto dal 2002 ha portato a cambiamenti profondi che meriterebbero il giusto rilievo.

Nel 2010, ad esempio, il Pil colombiano è cresciuto del 4,4% rispetto all’anno precedente; nel primo semestre del 2011 di circa il 5%. E tassi simili sono previsti nel periodo 2012-2015, soprattutto grazie alla spinta della domanda interna.

Il futuro è nella sostenibilità

La sostenibilità, in particolare, è il perno della politica del Governo del Presidente Santos, impegnato a darle priorità attraverso il Piano Nazionale di Sviluppo economico che fissa le direttive per il quadriennio 2010-2014: infrastrutture, edilizia, agricoltura, attività energetico-mineraria e innovazione sono i 5 pilastri (locomotoras) che muoveranno l’economia.

Nel 2011 gli investimenti diretti all’estero – per la maggior parte destinati al settore energia –hanno raggiunto i 15 miliardi di dollari. E tessile, alimentare, chimico, meccanico e energie rinnovabili sono, secondo il ministro Granados, i settori più promettenti nei quali il know how e la tecnologia italiani possono essere complementari rispetto a risorse e attività dei partner locali.

Internazionale per natura e per vocazione

Del resto, la sua posizione geografica predispone naturalmente la Colombia agli scambi economico-commerciali internazionali e ne fa la piattaforma ideale per le aziende che vogliono espandersi nel continente americano: confina con ben cinque paesi (Panama, Perù, Ecuador, Brasile e Venezuela) ed è zona di transito terrestre obbligato tra l’America centrosettentrionale e l’America del Sud. In più, si affaccia su due oceani ed è collegata alle maggiori città nord e sud-americane da voli commerciali di breve-media durata.

Da non trascurare, infine, i numerosi accordi di libero scambio che la Colombia ha già concluso o sta definendo con altri paesi.

Insomma una stella emergente nel firmamento economico, che presenta tutti i fondamentali per uno sviluppo sano delle relazioni commerciali ed economiche con l’Italia.

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