La 18a edizione di “Orientagiovani”, organizzata dalla Confindustria in collaborazione con Assolombarda e Federchimica, ha celebrato l’anno internazionale della chimica.
In uno spazio che sembrava fuori dalla realtà, i Sette Palazzi Celesti di Anselm Kiefer hanno accolto con il loro silenzio maestoso, quasi ostentato, più di mille studenti dei licei e degli istituti tecnici milanesi e lombardi.
Uno contrasto forte che ha esaltato la bellezza dell’Hangar Bicocca, la location scelta per ospitare, ieri, la diciottesima edizione della Giornata Nazionale Orientagiovani, diventata ormai uno degli appuntamenti istituzionali più importanti del Sistema Confindustria.
Chimica: se non ci fosse…
Il tema di quest’anno: “Tutti pazzi per la chimica”. Enrico Bertolino ha condotto il giovane pubblico in un percorso di riflessione e conoscenza sull’importanza della scienza che nel 1963 valse l’unico Nobel italiano in materia a Giulio Natta, inventore del polipropilene (la moderna plastica).
Una disciplina che – dallo sport agonistico alla medicina, passando per l’agricoltura e le costruzioni – è alla base delle nostre attività di tutti i giorni, anche lontano dalle provette e dai laboratori. E, contrariamente a molti pregiudizi, è anche una scienza pulita che può contribuire a migliorare la qualità della vita.
Una scelta lungimirante
Ma i dati che stupiscono di più sono quelli legati all’occupazione dei laureati in ambito chimico: “Il 90% trova lavoro entro un anno”, ha sottolineato il vicepresidente di Confindustria per l’Education Gianfelice Rocca.
Merito della loro passione e determinazione, ma anche delle imprese, come ha ricordato Marco Tronchetti Provera in apertura: “Voi costruite il futuro, noi prepariamo le condizioni”.
A fugare ogni dubbio, i ‘buoni esempi’, come quello di Luciano Barluzzi, il diciannovenne vincitore della medaglia d’argento alle Olimpiadi 2011 della Chimica, o quello di Silvia Giordani, ‘nata’ come perito chimico e oggi scienziata affermatissima al Trinity College di Dublino.
E l’intervento di Cesare Puccioni: “C’è un gran bisogno di laureati in chimica, sia triennali che quinquennali”. Il presidente di Federchimica ha consigliato ai ragazzi di scegliere il loro futuro pensando anche al lavoro, e ha tracciato l’identikit del chimico perfetto: “Curiosità, inglese, informatica e voglia di viaggiare”.
Sguardo fisso sul futuro
Molto suggestiva anche l’intervista (virtuale) del presidente di Assolombarda Alberto Meomartini ad Harold Kroto, premio Nobel per la chimica nel 1996. Kroto ha ricordato alcuni straordinari contributi della chimica per l’umanità e, dopo aver offerto il suo punto di vista sul ruolo delle imprese e degli studenti, ha dato una risposta precisa a chi vede la chimica solo come fonte di pericolo per l’uomo e per l’ambiente: “Non esisterebbero innovazioni se non si accettasse un ragionevole margine di rischio”.
Rischi che, pur innovando, non ha corso Assolombarda, realizzando per la prima volta nel Sistema Confindustria la diretta twitter dell’evento.
I consigli di Emma Marcegaglia
Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, ha chiuso la manifestazione premiando i vincitori del quiz proposto agli studenti durante la mattinata.
E ha lanciato il suo consiglio ai giovani: “Cosa fare dopo le superiori? Ascoltate voi stessi, gli insegnanti e la famiglia”. Tenendo sempre a mente che la chimica è una componente importantissima del manifatturiero italiano e che “la Lombardia è la regione più ‘chimica’ d’Europa”.
Guarda la gallery
Approfondimenti
- Programma del convegno “Tutti pazzi per la Chimica”
- “Chimica una buona scelta” – Pagina di orientamento a cura di Federchimica
- Anno internazionale della chimica


