Accordo Interconfederale del 28 giugno: è firma

giovedì, 22 settembre 2011

Confindustria e sindacati siglano l’intesa che conferma la piena autonomia delle parti su contratti.

Relazioni industriali e contrattazione: decidono le Parti
Confindustria, Cgil, Cisl e Uil hanno confermato la volontà comune di dare applicazione all’Accordo Interconfederale del 28 giugno e si sono impegnate a fare in modo che le rispettive strutture, a tutti i livelli, si attengano al principio per cui le materie delle relazioni industriali e della contrattazione sono affidate all’autonoma determinazione delle Parti.

È questo, in sostanza, il senso della firma di ieri, che coglie due risultati importanti: da un lato, sancisce il superamento delle perplessità che l’art.8 del D.L. 138, recentemente convertito in legge, aveva suscitato nella Cgil; dall’altro, garantisce il rispetto dell’Accordo da parte di tutte le Organizzazioni di categoria appartenenti alle Confederazioni sindacali firmatarie.

Soggetti e contenuti più certi per la contrattazione collettiva
L’Accordo Interconfederale risponde anche a una richiesta che le imprese considerano irrinunciabile: avere maggiori certezze su soggetti e contenuti della contrattazione collettiva, a partire da quella aziendale.

Tre, in particolare, i campi di intervento dell’intesa: la misurazione della rappresentatività dei sindacati; il tema dell’effettività, dell’efficacia e dell’esigibilità della contrattazione aziendale economica, normativa e ‘in deroga’; le clausole di tregua sindacale.

Più attenzione alle esigenze produttive delle imprese
Inoltre, le Parti hanno confermato la possibilità che le imprese del sistema adeguino singoli istituti del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro alle loro specifiche esigenze produttive, attraverso la contrattazione di 2° livello e nei limiti previsti dal CCNL stesso: un’esigenza su cui, peraltro, anche Assolombarda aveva più volte richiamato l’attenzione.

In sostanza, l’Accordo ribadisce un modello di assetti contrattuali dove il ruolo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro resta centrale ma, nello stesso tempo, si favoriscono lo sviluppo e la diffusione della contrattazione collettiva decentrata per incentivare una maggiore crescita delle retribuzioni collegate agli incrementi di produttività.

In particolare, anche in assenza di una disposizione del Contratto Nazionale le Parti possono siglare intese che modifichino istituti del CCNL che disciplinano la prestazione lavorativa, gli orari e l’organizzazione del lavoro per gestire situazioni di crisi, o in presenza di investimenti significativi per favorire lo sviluppo economico e occupazionale dell’impresa.

Condividi l'articolo
  • Facebook
  • Twitter

Lavoro - ultime notizie pubblicate:
Protocollo Inps-Assolombarda verso il rinnovo
Cercare lavoro? Tutti i segreti in un e-book
Jobs act: un cantiere ancora aperto
Impara con noi: Assolombarda apre le porte ai giovani
Economia in ripresa, ma il lavoro resta al palo
HOME PAGE | LavoroTorna su