Previdenza complementare: eppur si muove

venerdì, 27 maggio 2011

 

Segnali positivi dall’ultima relazione della Commissione di Vigilanza dei Fondi Pensione. E la necessità di pensare bene le riforme per costruire un riparo per fasce di cittadini sempre più ampie.

Dal COVIP un messaggio per sensibilizzare i giovani

Anche il COVIP, la Commissione di Vigilanza dei Fondi Pensione, ha ribadito con insistenza il tema dell’opportunità di aderire alla previdenza complementare, e di farlo il più precocemente possibile. È stato questo, infatti, il leit motiv della relazione annuale presentata ieri dal Presidente Antonio Finocchiaro in concomitanza con “Il giorno per il futuro”, l’iniziativa con la quale il Governo ha voluto richiamare l’attenzione dei più giovani sul tema della previdenza.

Un intervento vicino in molti punti alle valutazioni che Confindustria sta esprimendo da tempo, a partire da due considerazioni complementari. Da un lato, la necessità di continuare a stimolare lo sviluppo della previdenza complementare, se si vuole che il regime pensionistico pubblico possa continuare a svolgere un ruolo centrale nel sistema di protezione sociale senza intaccare la tenuta del bilancio pubblico. Dall’altro, il fatto che la crescita economica è precondizione imprescindibile per lo sviluppo del ‘secondo pilastro previdenziale’.

Previdenza complementare: segnali positivi

Ma la giornata è stata soprattutto l’occasione per un’analisi del quadro d’insieme che lascia spazio a qualche segnale di ottimismo. Primo: le nuove adesioni, al netto delle uscite, crescono leggermente, così come aumentano le risorse patrimoniali gestite dai fondi. Secondo: i rendimenti, già positivi a fine 2010, restano di segno più anche nel primo trimestre 2011; in pratica, le perdite subite nel 2008 sono state sostanzialmente riassorbite. Terzo: buone notizie sul fronte dei costi, dove i fondi pensione negoziali continuano a presentare oneri di partecipazione più bassi rispetto alle altre forme pensionistiche; considerando che l’orizzonte previdenziale è di lungo periodo, differenze anche marginali avranno effetti significativi sulle rendite future.

Sullo sfondo, peraltro, resta anche qualche ombra. Come l’aumento delle sospensioni dei versamenti e delle omissioni contributive che trovano una spiegazione fin troppo facile nella fase di difficoltà economica.

Le prospettive di riforma, occasione da non perdere

Dato per noto il quadro conoscitivo, è tempo di rinnovare l’impegno di tutte le parti in causa per delineare una riforma che, in prospettiva, chiama in causa questioni importanti: tra le partite aperte, la revisione degli strumenti finanziari di cui i fondi possono disporre e il trattamento fiscale della previdenza complementare.

Su questi temi, Confindustria ha già le idee chiare, fondate sulla consapevolezza che la previdenza complementare è un’‘infrastruttura sociale’ importante da supportare in tutti i modi possibili. Anche perché l’utilizzo di risorse derivanti dal lavoro ai fini previdenziali è una forma economica di sostegno ai cittadini, e le pensioni complementari servono anche a evitare costi futuri per la collettività, a tutto vantaggio del bilancio pubblico.

 

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