L’inflazione cresce ma non fa paura. I prezzi delle materie prime sì

lunedì, 24 gennaio 2011


Prezzi: stabili le materie prime industriali, in crescita quelle agricole e il petrolio. Sale, ma in Italia resta contenuta, l’inflazione.

Nelle ultime settimane i prezzi di molte materie prime agricole sono cresciuti ancora, come sta accadendo sistematicamente da metà 2010. Un trend che non è destinato a interrompersi: secondo l’ultimo Food Outlook della FAO, le quotazioni continueranno a crescere anche nel 2011.

Il prezzo delle materie prime industriali, invece, si è stabilizzato, anche se resta su livelli molto alti: non a caso, fa da traino la forte domanda cinese.

Al contrario, fine della stabilità – tra i 70 e gli 80$ al barile – per il petrolio: il brent veleggia verso quota 100$ (97,69 $ al barile la chiusura del 21 gennaio). Con i consumi dei paesi OCSE che continuano a crescere a ritmi superiori al previsto, il recente aumento dei prezzi rappresenta  – questo il campanello d’allarme dell’Agenzia internazionale per l’energia (Aie) – “un grave rischio economico”.

Gli effetti sull’inflazione hanno già cominciato a farsi sentire: a causa degli incrementi degli energetici e degli alimentari, l’indice è cresciuto sensibilmente nell’area euro, portandosi al +2,2% (in dicembre 2010 rispetto al dicembre 2009). Meglio l’Italia, dove l’incremento non è andato oltre l’1,9% (dal +1,7% di novembre). E meglio ancora Milano, che si è confermata tra i capoluoghi più ‘virtuosi’, con un +1,6% di variazione tendenziale dei prezzi al consumo.

E il futuro? Le quotazioni delle materie prime a livello internazionale potrebbero far crescere ancora l’inflazione, ma i timori restano contenuti: le tensioni di oggi non sembrano paragonabili alla fiammata dei prezzi della primavera-estate 2008; e, finora, il dato medio annuo di crescita è ancora modesto (nel complesso del 2010 +1,5% a livello italiano e +1,3% a Milano).

In ogni caso la BCE – ha ribadito il presidente Jean-Claude Trichet – terrà alta la guardia. Obiettivo: contenere la crescita dei prezzi sotto il 2% nel medio periodo.

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