PGT di Milano: lavori in corso, scusate il disagio

martedì, 26 ottobre 2010

 
Il Piano di Governo del Territorio di Milano è entrato nella fase clou. Le imprese auspicano il rispetto delle scadenze e lo scioglimento delle questioni ancora aperte.

Un mese per presentare, da parte degli interessati, le osservazioni. 90 giorni, da parte del Consiglio Comunale, per rispondere a tutte quelle arrivate, dopo averle discusse una ad una: potrebbero essere qualche migliaio. Poi, se tutto andrà bene, il Piano di Governo del Territorio (PGT) di Milano sarà approvato. Altrimenti, si ricomincerà tutto daccapo.

Intanto, vige il cosiddetto “periodo di salvaguardia”: in presenza di un Piano ancora in vigore (il vecchio Piano Regolatore Generale del 1980, il cosiddetto PRG) e di un Piano solo adottato (il nuovo PGT), vale la norma più restrittiva. In questo caso, con una difficoltà in più: tra il PRG dell’80 e il PGT di adesso, un cambiamento della legge regionale urbanistica ha modificato profondamente il modo di fare i Piani e la loro impostazione. Difficile, dunque, stabilire quale sia la norma prevalente.

L’Amministrazione conta, in ogni caso, di arrivare all’approvazione il 14 febbraio 2011: un traguardo che le imprese milanesi vorrebbero veder raggiunto – come ha ribadito più volte il presidente di Assolombarda Alberto Meomartini – perché la città possa finalmente avere un quadro di regole fondamentale per il suo sviluppo territoriale, economico, sociale e ambientale.

Se l’approvazione del Piano rimane al momento l’obiettivo principale, restano diversi elementi ancora da chiarire, verificare e approfondire. Manca una definizione chiara delle modalità per individuare i servizi prioritari di cui dotare la città. La cooperazione prevista tra i diversi livelli istituzionali è ancora insufficiente. E sono ancora da individuare norme e servizi adeguati a un settore produttivo in fortissima evoluzione e molto diverso dal passato.

Inoltre, continua a non essere abbastanza chiaro sotto diversi aspetti il funzionamento dello scambio di diritti edificatori, il meccanismo di compravendita di volumi costruibili attraverso il quale passerà l’attuazione del PGT. Anche lo scenario infrastrutturale manca di una programmazione in termini di priorità e di sostenibilità economica. E, anche se il Piano introduce opportunamente il tema dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili, vanno ampliate le misure per incoraggiare imprese e privati a imboccare questa via.

In conclusione, nelle prossime fasi l’Amministrazione Comunale sarà chiamata a uno sforzo straordinario per rispettare i tempi e sciogliere i tanti nodi ancora aperti. A partire dalla necessità di dotarsi di strumenti organizzativi e regolamentari adeguati perché il PGT possa essere attuato in modo efficace.

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