Confindustria: un autunno ‘di buona volontà’

lunedì, 20 settembre 2010


L’appuntamento è per il 4 di ottobre in viale dell’Astronomia. Gli invitati, i presidenti e i direttori generali delle organizzazioni sindacali e di quelle imprenditoriali. La chiamata a raccolta è partita pochi giorni fa dalla presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, convinta della necessità di unire gli sforzi per ridare slancio a un Paese ‘malato di crescita’.

Un’iniziativa forte, e per alcuni versi inedita, da parte della più grande associazione di rappresentanza di imprese in Italia. Dopo ripetute manifestazioni di preoccupazione, dopo aver rimarcato più volte le priorità, dopo aver sollecitato in diverse occasioni l’urgenza della nomina del Ministro per lo Sviluppo economico, e a valle dell’ennesimo quadro poco confortante emerso dall’analisi dello scenario economico curata dal suo Centro Studi, infatti, Confindustria ha chiamato attorno al tavolo i rappresentanti delle organizzazioni che sono, tradizionalmente, le sue controparti e le sue concorrenti, per proporre una riflessione comune sulle priorità della politica economica, per il rilancio della crescita del Paese.

Dunque, un’azione nel segno della continuità, in piena coerenza con il documento “Italia 2015″ che l’organizzazione degli imprenditori aveva presentato a primavera, avanzando proposte concrete su fisco, capitale umano, scuola, ricerca, infrastrutture, energia, liberalizzazioni. Un’azione, soprattutto, sollecitata dal fatto che, secondo i dati CSC, la ripresa globale è entrata in rallentamento e gli indicatori alimentano incertezza sulla tenuta del rilancio e sull’efficacia delle politiche economiche già in essere.

A fronte delle molte fragilità che gravano sulle attese di famiglie e imprese e che, soprattutto, richiederanno ancora molto tempo per essere superate, sono infatti ancora più urgenti misure e interventi strutturali che innalzino il potenziale di crescita del sistema economico, superando gli svantaggi competitivi.

Non stupisce, quindi, che la Presidente di Confindustria sia intervenuta in prima persona per dare corpo a quel tavolo, allargato a tutte le parti sociali, cui aveva già fatto cenno in occasione dell’ultima Assemblea confederale, per ragionare sul deficit di produttività e competitività che è all’origine dei problemi di sviluppo dell’Italia e condividere un piano di riforme che si articoli in interventi strutturali chiari e coordinati.

Alcune proposte sui temi specifici del mercato del lavoro e delle relazioni industriali, dal resto, saranno già anticipate a Genova, dove Confindustria ha programmato per il 24 e 25 settembre il convegno “Occupazione e competitività”.

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